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Come gestire un’operazione che si conclude con un ROI negativo
Le operazioni concluse con ROI negativo sono uno dei più grandi tabù nel settore degli investimenti immobiliari: nessuno ne parla, nessuno sembra averne.
Eppure quando mi confronto con colleghi sviluppatori e racconto le mie tutte le volte ricevo altrettante “confessioni” dai miei interlocutori. Che però difficilmente avrebbero parlato per primi dei loro insuccessi, e ancor meno avrebbero deciso di aprirsi con un pubblico più ampio, magari di possibili investitori.
Non solo successi
Ormai sono assolutamente convinta che se si fa questo lavoro da anni, è davvero impossibile che non sia mai accaduto: concludere operazioni in perdita o che non raggiungono il ROI previsto può capitare e capita, a tutti.
Avere un’operazione che rischia di chiudersi con un ROI negativo è molto sfidante per lo sviluppatore, non solo dal punto di vista economico, ma anche emotivo. La difficoltà maggiore potrebbe sembrare quella di comunicare questo probabile insuccesso agli investitori coinvolti, ma secondo me prima bisogna passare un altro scoglio: ammettere a se stessi che un progetto in cui avevamo creduto e che avevamo lungamente pianificato non sta funzionando.
Per me, che sono una previsionista di natura, questo crea notevoli problematiche perché analizzare i dati e prevedere l’andamento e la buona riuscita dell’operazione è normalmente uno dei miei punti forti. E invece a volte capita che qualcosa non vada come avrebbe dovuto.

Come parlare con le altre persone coinvolte
Il secondo step ovviamente è poi far fronte alla comunicazione con le persone coinvolte finanziariamente nel progetto.
Paradossalmente per me è più semplice gestire la comunicazione quando si è alla fine dell’operazione e il risultato negativo è sicuro, perchè è una presa d’atto di qualcosa di già avvenuto. A questo punto avrò sicuramente già analizzato e compreso perchè l’operazione è andata male, avrò chiare le cause specifiche e potrò spiegarle tranquillamente all’investitore.
Quando l’operazione è ancora in corso invece ci sono molti interrogativi senza risposta, e rischio di trasmettere sensazioni contrastanti. Allertare in questa fase è una decisione delicata perchè rischio di allarmare senza ragione: tante volte problematiche che avrebbero potuto precludere un risultato positivo trovano una soluzione in corsa. Quindi personalmente non nascondo nulla, soprattutto di fronte a domande specifiche, continuo ad inviare aggiornamenti periodici, ma altrimenti non entro nel dettaglio finché non siamo alla fine. E soprattutto non trasmetto le mie preoccupazioni e il mio vissuto interno perché la parte emotiva e gli up and down di ogni progetto lo sviluppatore deve saperli tenere per sé e non gettarli sulle spalle di chi si è affidato a lui.
Quello che credo faccia la differenza quindi non è tanto tenere l’investitore al corrente di tutto, ma piuttosto coinvolgerlo durante tutte le fasi dell’operazione, essere trasparente, non interrompere mai la comunicazione, e in ogni caso prendersi sempre la responsabilità e saper spiegare nel dettaglio cosa è successo e perché.
Preservare il rapporto di fiducia
Quando ho agito così non ho mai ricevuto risentimento, nervosismo o accuse di fronte al non raggiungimento dei guadagni sperati. Ho invece incontrato difficoltà soprattutto all’inizio della mia professione, quando ero più restia a comunicare durante tutte le fasi: in certe circostanze ho proprio smesso di parlare con gli investitori fino alla conclusione dell’operazione e questo ha generato molto più malessere e fastidio e una conseguente rottura della collaborazione.
Mentre con altri investitori con cui non abbiamo raggiunto i risultati sperati, il fatto di aver condiviso ogni fase dell’avanzamento dell’operazione, ha permesso di mantenere saldo il rapporto di fiducia e poter poi continuare la collaborazione in altre operazioni.

