Il mio intervento a I’MM SUMMIT 2022

Il 26 novembre scorso ho tenuto il mio primo speech sul palco di I’MM SUMMIT 2022, uno dei più importanti eventi nazionali del settore immobiliare. Quello che segue è il testo integrale del mio discorso.

La mia prima operazione immobiliare

Sono Marzia Maroino e oggi sono un’investitrice immobiliare o meglio una sviluppatrice immobiliare, usiamo i termini giusti.

Ho 40 anni, questo è il mio percorso: mi formo all’estero come ingegnere logistico e lavoro tanti anni in quel contesto. Ad un certo punto prendo consapevolezza che quella realtà mi sta stretta, non mi soddisfa più e la lascio. Non cerco prima qualcosa per sostituirla, la lascio e basta, per avere il tempo di concentrarmi su me stessa e capire cosa mi avrebbe soddisfatto di più.

Era il dicembre 2019 e come in tutti i programmi che facciamo arriva la vita: il Covid. E mi trovo chiusa in casa con due bambini piccoli e senza un progetto concreto. Senza neanche una zoom call di mezz’ora con cui potermi rinchiudere in una stanza!

La prima dote di un buon imprenditore è prendere le difficoltà come opportunità e quindi assecondo il momento e mi fermo a riflettere e a “stare”, una condizione che non mi piace più di tanto e mi fa anche molta paura. Lascio che il tempo scorra e io resto.

Inizio a studiare e a fare ricerche e un po’ per caso scopro il mondo degli investimenti immobiliari. Inizio a formarmi online, analizzo tutto quello che trovo e mi esercito a mappare un quartiere. Non un quartiere a caso, ma uno dei miei preferiti, San Salvario, a Torino. Cerco anche di capire come potrei strutturare un conto economico. Mi vengono in aiuto tante competenze del mio precedente ruolo.

 

La prima operazione

Dopo una prima fase di studio di qualche mese trovo un’operazione in San Salvario e mi lancio: faccio una proposta. Dopo l’analisi sentivo l’esigenza di passare all’azione: d’altra parte sono pur sempre un ingegnere, anche se atipico, come sostengono in molti. Ma per me è fondamentale che la realtà dia un riscontro a tutte le mie analisi. Solo l’azione e il confronto con la realtà possono confermarti se le tue analisi sono buone.

Non inizio con qualcosa di semplice: scelgo un frazionamento e per di più un quarto e ultimo piano senza ascensore. La metratura era ampia, quell’immobile nasceva in origine come due appartamenti separati, quindi già dotati di due ingressi. Inoltre pensavo che due immobili più piccoli sarebbero stati più in linea con il target che avevo in mente per quella zona.

Ho fatto una proposta, verificato i documenti con l’aiuto di notaio e geometra e siamo andati in atto. Ho seguito un percorso abbastanza lineare che mi ha fatto perdere molto tempo e che oggi non farei più in questo modo ma era pur sempre la mia prima operazione.

Ho coinvolto più progettisti che mi hanno fatto diversi preventivi, ne ho poi scelto uno e insieme abbiamo sviluppato progetto e capitolato. In seguito mi sono fatta accompagnare e ho parlato con diverse imprese. Da questo confronto e collaborazione ho scelto poi quella con cui avrei lavorato. Dopo la scelta dell’impresa sono iniziati i lavori che si sono protratti per tanti mesi con grandi ritardi, dovuti in parte a grandi difficoltà a collaborare con l’amministratore e i condomini di quell’immobile. Inoltre essendo un quarto piano senza ascensore è stato richiesto un ponteggio e man mano sono uscite diverse magagne strutturali che non avevo preventivato in partenza. L’altra fonte di ritardi è stata che all’epoca non ho redatto un contratto con l’impresa con la precisione e i dettagli che utilizzerei adesso e le clausole non erano quindi così stringenti.

Anche la vendita è stata complessa: ho iniziato a collaborare con un’agenzia a cui poi però non ho rinnovato il mandato perché non l’ho trovata professionalmente valida. Non solo non mi ha portato risultati nell’arco di sei mesi ma soprattutto mancava una reportistica puntuale, feedback e in generale collaborazione. Ho però imparato quali sono le caratteristiche che voglio in un agente immobiliare.

Cosa ha rappresentato per me questa operazione

E’ stata un’esperienza molto lunga e molto provante, un vero cantiere di apprendimento, sia dal lato tecnico che emotivo. Emotivo perché era la prima volta che affrontavo un progetto di questo tipo, era un mondo totalmente diverso dal mio precedente. Qui tutto dipendeva da me sotto tutti i punti di vista: era la mia prima operazione ma ero già l’imprenditrice a tutti gli effetti. Un embrione di imprenditrice probabilmente ma comunque le responsabilità erano già tutta sulle mie spalle.

Dal lato tecnico è stata un’operazione molto difficile perché una serie di nozioni mi mancavano. Imparavo mentre facevo. Mi sono ritrovata in più occasioni a fare qualcosa e a rendermi conto nel momento stesso in cui terminavo quel passaggio che avevo sbagliato e avrei dovuto fare in un altro modo.

L’operazione tutto sommato si è conclusa bene: a livello economico non ho avuto perdite, anzi ho avuto anche un piccolo guadagno ma mi ha dato talmente tanto a livello personale che la ricordo con tantissimo affetto.

E paradossalmente anche mentre l’affrontavo, pur vivendo la difficoltà del momento, ero consapevole che mi avrebbe formato tantissimo e le ero molto grata per quanto mi stava insegnando.

Mentre cercavo di chiudere questo cerchio e portare a termine questa operazione ne sono partite altre e una si è conclusa addirittura prima, quindi nonostante la difficoltà è stata comunque apripista per quello che è venuto dopo.

Cosa mi è rimasto

Nel frattempo avevo deciso che questo era l’ambito in cui volevo operare: volevo diventare un’imprenditrice immobiliare ed ero molto sicura della mia scelta.

Nelle scelte si pensa sempre che il primo passo sia il più importante ma spesso è quello che fai sulla scia dell’entusiasmo, un po’ buttandoti, un po’ lasciandoti trascinare. Finito quel momento di euforia arriva il difficile, quando ci si rende conto che non è facile come sembra, che si sono commessi degli errori e magari si deve tornare indietro un pezzo. Che le cose da imparare sono ancora tante. Solo se si ha la consapevolezza e la sicurezza che quella scelta è intimamente e profondamente nostra questi intoppi che invariabilmente troveremo non avranno il potere di abbatterci, di farci desistere, di scoraggiarci troppo. Saranno solo quello che sono ovvero un contrattempo.

La prima operazione avrà sempre un sapore speciale…. chiedete anche agli investitori più esperti hanno sempre un ricordo o un’emozione che li lega al loro primo passo.

Guardatela con affetto, come Zio Paperone guardava alla sua Numero Uno. La prima moneta guadagnata col suo lavoro di lustrascarpe, quella con meno valore economico nel suo caveau, ma l’unica protetta da una teca, ai suoi occhi la più preziosa.

Come Zio Paperone vogliate sempre bene alla vostra prima operazione, anche quando vi metterà alla prova: è l’embrione di quello che verrà.