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Perché gli sviluppatori immobiliari dovrebbero rivolgersi al crowdfunding?

Quando si pensa al crowdfunding e alle ragioni per cui uno sviluppatore dovrebbe scegliere questa modalità di finanziamento, si pensa solitamente ad uno strumento che permette di raccogliere capitali anche ingenti in tempi piuttosto rapidi.

Personalmente però non credo che siano queste le uniche ragioni che dovrebbe portare a considerare il crowdfunding.

Credo infatti che questo possa essere un ottimo modo per lo sviluppatore di mettersi alla prova e tastare la solidità e l’affidabilità della sua società, anche ad occhi esterni esperti.

E’ infatti molto sfidante collaborare con una realtà così complessa e strutturata quale una piattaforma di crowdfunding, un’organizzazione che richiederà allo sviluppatore tutta una serie di passaggi e documenti ben precisi da produrre (di cui ho parlato approfonditamente qui) per poter esser “preso a bordo”, e che lo metterà alla prova su quanto sia strutturato, o in grado di esserlo in breve tempo.

La mia campagna di crowdfunding

Quando mi sono approcciata per la prima volta a Recrowd, la piattaforma con cui ho scelto di collaborare, la prima domanda che mi sono fatta è stata: “So rispondere a tutte le domande che mi pongono in modo efficace ed efficiente? Sono in grado?”. Collaborare con una piattaforma di crowdfunding non è infatti lo stesso che rapportarsi a singoli investitori privati. Trattare con questi ultimi può essere più complesso a livello emotivo ma difficilmente ci verrà richiesta da loro una mole di documenti e piani dettagliati simili a quelli richiesti dalla piattaforma. Mi sono dovuta adattare a lavorare con una modalità differente da quella a cui ero abituata.

Ad esempio con la mia prima campagna ho imparato a integrare già da subito e in modo più performante tutte le azioni di marketing rivolte alla vendita, di cui normalmente mi occupo in una seconda fase del progetto. Sono molto contenta di esser stata accompagnata in questo percorso dal mio CFO. Credo sarei stata in grado comunque di produrre tutta la documentazione necessaria e costruire il progetto con Recrowd ma la consapevolezza che mi ha dato essere accompagnata da lui è stata sicuramente maggiore e molto utile. In generale questa è l’operazione immobiliare più complessa che io abbia mai realizzato, trattandosi di diversi appartamenti su due palazzine differenti.

Crowdfunding non solo come strumento economico

Quello che non va fatto secondo me è considerare il crowdfunding unicamente per ragioni strettamente economiche: i tassi non sono necessariamente i più vantaggiosi che uno sviluppatore può trovare (quelli offerti delle banche sono sicuramente più bassi) e il tempo e le energie che richiede preparare la campagna sono molte.

Decidere o meno di partecipare quindi deve essere legato ad altri ragionamenti: io ad esempio l’ho fatto proprio per mettermi alla prova e perché questo può essere un ottimo strumento per farsi conoscere da un ampio bacino di possibili investitori e acquisire prestigio e credibilità come sviluppatore immobiliare. 

Un investitore che vuole provare a cimentarcisi dovrebbe quindi chiedersi intanto se è sufficientemente strutturato per gestire questo tipo di complessità e in seconda istanza quali sono le ragioni che lo spingono a optare per questa forma di finanziamento piuttosto che altre. Inoltre bisogna ricordare che il finanziamento richiesto spesso deve essere molto alto, anche oltre il 1.000.000 di euro. Il crowdfunding non è quindi pensato per chi fa operazioni di flipping piccole e “semplici”.

Cosa mi porto a casa da questa mia prima campagna, oltre alla soddisfazione di averla vista finanziata in meno di 24h? Sicuramente una competenza e una conoscenza molto più approfondita di tutti gli aspetti della mia società, nonché sentirmi molto più sicura e preparata all’idea di gestire in futuro progetti ancora più complessi.